Lo Stress è una Gabbia! Quanto conta l’intelligenza emotiva nell’Efficacia Personale?

L’Intelligenza Emotiva può cambiare i tuoi risultati personali.

Ne ho viste tante nel mio lavoro, e le persone sono per molti versi affascinanti ed imprevedibili soprattutto nella loro capacità o meno di saper gestire lo stress e le emozioni, specie nel lavoro.  Ogni tanto alcune situazioni raccontate sono ottime per spunti personali che riguardano l’efficacia personale ed oggi voglio raccontarti di Francesco (nome di fantasia per ovvie ragioni) un mio cliente di Coaching che mi fece riflettere.

ALZARSI AL MATTINO TESI

Quel giorno si era alzato presto alle 6, faceva caldo.  Nel bagno mentre si radeva disse tra sé e sé  “ adesso mi ripasso i dettagli dell’incontro, devo farcela assolutamente” ma mentre diceva questo sentiva come un languore alla bocca dello stomaco una sensazione di fastidio, quasi fosse un presagio di quel che stava per accadere . Pensò “come mai sono così agitato? Non devo non devo essere agitato!“.  Proprio in quel momento senti “toc toc!“.  “Potresti fare più piano quando ti alzi al mattino? ” disse Paola, sua moglie con tono di roboante rimprovero.  “Oggi volevo riposare è l’unico giorno libero che ho!!  Ed Io oggi ho il mio contratto da far firmare! Senza quello non si mangia sai??!” , rispose Francesco stizzoso e mentre iniziava a scenderli una goccia di sudore dalla fronte.  “Tu pensi solo a te stesso! Solo a te stesso!” gridò Paola sbattendo la porta.  (Era ancora precaria presso una nota azienda e lui sentiva tutto il peso della famiglia sulle spalle.  A volte c’erano delle incomprensioni come in ogni famiglia.)

LITIGARE CON IL PARTNER E NON SAPER GESTIRE LE EMOZIONI SUL LAVORO

Fu la scintilla che fece divampare l’incendio ed iniziarono a litigare spostando l’argomento su altre cose e alzando la voce di primo mattino .   Francesco continuò a polemizzare e discutere con Paola mentre si preparava per andare a lavoro in fretta e furia e con grande frenesia.  Mi raccontò che la moglie non capiva quando lui aveva queste giornate decisive ed a volte se ne usciva con richieste assurde secondo lui, cosa che spesso  li portava a battibeccare.  Tutto questo insieme alle sfide lavorative che affrontava in quel momento lo facevano sentire come “ingabbiato dallo stress” .   In macchina poi nel caos del traffico che lo distanziava dal luogo dell’appuntamento  ripensò alle parole della moglie ed al suo litigio, ripetendo “devo stare calmo!”  , facendo un grosso sospiro.   Più se lo ripeteva e più l’agitazione del momento aumentava e di certo i clacson, i rumori e lo stress del traffico delle persone affannate per andare al lavoro non lo aiutavano.

CONCENTRARSI SULLE COSE SBAGLIATE PRIMA DI UN INCONTRO

Arrivò di corsa all’appuntamento con  Piero, il suo cliente, quello che doveva firmare il contratto che gli avrebbe permesso finalmente uno scatto di carriera.    La faccia di Piero era seria scura . “Andiamo bene. Proprio bene!” pensò Francesco ed abbozzando un sorriso un po’ forzato disse “Buongiorno!” .  “Si buongiorno ma siamo in ritardo per cui si brighi ! “”Mi scusi ma sa il traffico… “rispose Francesco distrattamente pensando “ma son solo 5 minuti!“.

CONCENTRARSI SU SE STESSI INVECE CHE SUGLI ALTRI 

Iniziò subito ad elencare tutte i punti del contratto mentre Piero consultava il suo Mac e sembrava solo prendere appunti, senza però guardarlo in faccia se non saltuariamente.  Non disse una parola per tutto il tempo e rimase con l’espressione del viso piuttosto contratta come se qualcosa lo preoccupasse.    Arrivato ad un certo punto Piero chiese soltanto  “voglio capire, c’è la possibilità di recedere dal contratto?”  .  Francesco  “ma già pensa al recedere?” e con un sorriso, sempre teso, cercando di smorzare la tensione con una battuta, andò avanti con la sua presentazione.

OTTENERE SCARSI RISULTATI A LAVORO

Arrivato in fondo Piero guardando in basso esclamò, “va bene, senta ci penserò, la chiamerò io, adesso mi scusi ma devo andare.  Francesco insistette e cercò di trattenere il cliente con una scusa ma il cliente sgattaiolò via e dopo pochi secondi se ne andò.  Nella sua testa quel “ci penserò” era un No, così come gli avevano insegnato al corso di tecniche di vendita.  Era disperato perché aveva puntato tutto su quel contratto che gli avrebbe permesso finalmente avere la promozione che meritava e tanto agognava.

Mentre mi raccontava tutto questo episodio, lamentandosi per la vendita non conclusa, vennero chiaramente fuori alcune cose: 1) lo stato d’animo di Francesco non era rilassato e pronto per quell’incontro, nonostante si fosse preparato molto dal punto di vista tecnico 2) Questo probabilmente lo aveva portato a non saper creare empatia col cliente  3) Non aveva ascoltato ed osservato attentamente .

L’INTELLIGENZA EMOTIVA MIGLIORA L’EFFICACIA PERSONALE

Lavorando con lui mi resi conto che Francesco aveva bisogno di incrementare le sue competenze emotive applicate al lavoro e alla vendita soprattutto.

Le ricerche in tutto il mondo ci dicono che ben il 55% dei nostri risultati (successi o insuccessi) è spiegata dall’Intelligenza Emotiva .  

MIGLIORARE LA PROPRIA INTELLIGENZA EMOTIVA SIGNIFICA:

 

1) Prendere Decisioni Eccellenti

Se Francesco si fosse chiesto “perché sono così teso? cosa significa questa tensione” fermandosi un’istante, probabilmente si sarebbe reso conto che aveva paura di non riuscire nel suo incontro che per lui era vitale.   Dunque la sua emozione “paura” cosa significava? Quale informazione gli trasmetteva?   Probabilmente che doveva difendersi dalla possibilità di perdere questa occasione.  E dunque cosa è importante fare?  Essere in ottimo stato d’animo e preparato. Non andò così o meglio non fece le cose giuste.

2) Essere più Attenti a quel che accade

Poteva rendersi conto che le sue risposte alla moglie  avrebbero acceso una polemica rovinando anche il suo incontro.  Inoltre poteva rendersi conto che parlava parlava parlava senza aver creato un minimo di rapporto col cliente il quale gli aveva fatto una sola domanda che, evidentemente, per lui era davvero importante. Ci sono strumenti e metodi precisi per farlo e per migliorare l’attenzione relazionale.

3) Creare Relazioni Vincenti

Oltre metà della nostra efficacia personale con gli altri dipende dalle capacità di gestire l’ emotività, i nostri “stati “emotivi. Poteva chiedersi “come mai il mio cliente è così teso?” . E sviluppando capacità di osservazione “come mai non mi sta guardando? mi sta seguendo?” . Ed ancora “Cosa posso fare?”

GLI STATI EMOTIVI GOVERNANO I NOSTRI RISULTATI PRATICI

Francesco in seguito tornò dal suo cliente Piero e scoprì due cose essenziali 1)  che Piero quel giorno stava chattando con la moglie con la quale aveva discusso a sua volta per cercare di fare pace  2) chiedeva se poteva recedere dal contratto perché per decidere aveva ancora bisogno di tempo in quanto gli mancava il permesso definitivo del suo capo che in quel periodo era assente e non poteva permettersi errori. ( Insomma era una giornata No anche per lui!).    Questa seconda volta Francesco non si lasciò sfuggire l’affare, era rilassato e sereno (si era preparato), entrò subito in empatia con Piero, gli fece le domanda giuste nel momento giusto ed il contratto andò a segno. Incredibilmente anche la sua pazienza e capacità di ascolto delle esigenze di della moglie Paola erano migliorate.

Oggi esistono Sistemi scientifici internazionali per misurare e sviluppare l’Intelligenza Emotiva e per costruire un percorso specifico di crescita personale e professionale, anche in azienda.  Sono abilità che si possono imparare con opportune tecniche.

Dunque se sei un imprenditore, un professionista, una persona che per lavoro ha a che fare con gli altri, ricorda sempre che gli stati emotivi nostri e delle persone con cui abbiamo a che fare governano i nostri risultati pratici.  

Domani prima di andare a lavoro, se hai incontri o sfide importanti, prepara anche il tuo stato d’animo ed impegnati nel comprendere le emozioni tue e di chi ti circonda se vuoi aver successo nelle trattative ed in tutte le relazioni.  😉

 

A.

3 Comments

  • Anna

    Reply Reply agosto 1, 2017

    Per me le emozioni che abbiamo a lavoro sono il punto fondamentale. Ci sono delle mattine in cui riesco a dare il meglio di me stessa ed altre proprio che non carburo. E mi rendo conto quanto questo mi influenzi nel mio lavoro, nelle scadenze e nei risultati che ho con le persone e con i miei clienti.
    Approfondirò il tema, intanto hai un consiglio da darmi per iniziare bene la giornata lavorativa?
    Grazie

  • Andrea Biasci

    Reply Reply agosto 2, 2017

    Nel Coaching si va oltre i consigli e si affianca la persona in un percorso di miglioramento personale fino al raggiungimento di obiettivi prefissati per cui dovremmo entrare nello specifico. Ad ogni modo consiglio semplice ma efficace (l’unico che ha senso) che vale per tutti i professionisti o persone che lavorano per conto proprio. Se vuoi risvegliare la mente ed essere attiva, prima risveglia il corpo. Muoviti, fai movimento (anche pochi minuti). Poi .vai al tavolo Pc Spento e fai il punto della situazione su quali obiettivi vuoi portare a segno nell’arco della mattinata, quali sono le azioni più importanti. Poi Inizia di prima mattina e focalizzati nei compiti essenziali. È banale? SI ma è l’unica cosa che funziona. Fammi sapere, scrivimi 😉

  • Anna

    Reply Reply agosto 3, 2017

    Grazie mille dei consigli! Proverò sicuramente:)

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